Nel territorio casertano resta attiva la sorveglianza sull’epatite A, con due nuovi casi segnalati dall’Asl che portano il totale a 64. Nonostante il contagio non sia ancora del tutto sotto controllo, emerge un segnale positivo: i ricoveri diminuiscono leggermente, passando da 30 a 29. Un dato che suggerisce una possibile fase di rallentamento, pur richiedendo ancora massima attenzione.
Le autorità sanitarie parlano infatti di una situazione in graduale miglioramento, ma senza abbassare la guardia. Sulla stessa linea anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che invita alla prudenza sottolineando come il calo dei casi non debba portare a comportamenti meno attenti. Intanto, proseguono senza interruzioni le attività di controllo: ogni nuova infezione viene analizzata per risalire alle possibili fonti, soprattutto in ambito alimentare.
Particolare attenzione è rivolta ai cibi più esposti al rischio di contaminazione. Tra questi figurano ortaggi freschi, prodotti pronti al consumo, frutti di bosco e soprattutto i molluschi, spesso associati alla trasmissione del virus. I controlli si intensificano ulteriormente con l’avvicinarsi della Pasqua, periodo in cui aumenta il consumo di piatti a base di pesce, tradizionalmente diffusi durante il Giovedì e il Venerdì Santo.
Secondo il direttore generale dell’Asl Caserta, Antonio Limone, il lieve calo dei contagi è legato anche a una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini. Tuttavia, è fondamentale continuare a rispettare alcune semplici regole, soprattutto a tavola: meglio consumare alimenti ben cotti, in particolare frutti di mare, verdure e frutti di bosco, evitando preparazioni crude se non si ha la certezza della loro sicurezza.
Anche in ambito domestico sono importanti alcune precauzioni, soprattutto se in casa è presente una persona infetta: utilizzare asciugamani separati, igienizzare frequentemente i servizi e mantenere un elevato livello di pulizia generale. L’igiene delle mani resta una delle misure più efficaci per prevenire il contagio, considerando che il virus si trasmette per via oro-fecale.
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato con un periodo di incubazione che può variare da 15 a 50 giorni, rendendo spesso difficile individuare l’origine del contagio. I sintomi più comuni includono stanchezza, nausea, dolori addominali e, nei casi più evidenti, ittero. Nei bambini può manifestarsi in forma lieve o addirittura senza sintomi, favorendo una diffusione silenziosa.
In questo contesto, la prevenzione resta l’arma principale: attenzione all’igiene, corretta preparazione degli alimenti e comportamenti responsabili possono fare la differenza nel contenere la diffusione del virus.
