L’8 marzo si celebra la Giornata internazionale della donna, ma mentre si regalano mimose molte donne continuano a morire per mano di chi diceva di amarle. Il Femminicidio è una realtà brutale: donne uccise da mariti, compagni o ex partner che non accettano la libertà o la fine di una relazione.
Anche la provincia di Caserta è stata segnata da tragedie. Una di queste è la storia di Rosaria Lentini, una donna di 59 anni uccisa nel 2016 dal compagno Nicola Piscitelli. L’uomo la colpì con 12 coltellate alla schiena dopo una lite e poi si presentò dai carabinieri con il coltello ancora insanguinato. Il corpo della donna fu trovato in un sacco a pelo nella zona della cava Tifatina, nel comune di San Prisco, nel Casertano.
Dietro ogni femminicidio c’è una vita spezzata e una storia che non dovrebbe essere dimenticata. Per questo l’8 marzo non può essere solo una festa: deve essere un giorno di memoria, rabbia e consapevolezza. Finché le donne continueranno a essere uccise perché vogliono essere libere, non ci sarà davvero nulla da festeggiare.
