Il sito dell’ex cava Cocozza è stato ufficialmente dissequestrato dal Comune di Caserta, aprendo così la strada agli interventi di bonifica. A distanza di circa tre mesi dagli sversamenti illegali compiuti da soggetti ignoti, sarà finalmente possibile procedere con la rimozione dei rifiuti abbandonati.
Le operazioni di pulizia saranno avviate entro pochi giorni e affidate alla struttura del commissario unico per le bonifiche, guidata dal generale Giuseppe Vadalà. Nell’area interessata, situata nella zona di Piedimonte di Casolla, i tecnici dell’ufficio Ambiente hanno individuato un accumulo di rifiuti che si estende per circa 300 metri quadrati.
Tra i materiali rinvenuti prevalgono residui provenienti da lavorazioni edilizie, membrane bituminose, pneumatici usati, scarti tessili e plastici, oltre a rifiuti ingombranti come materassi e mobili in legno. Una volta completata la rimozione, si procederà con la messa in sicurezza dell’area e con l’installazione di fototrappole, utili a prevenire nuovi episodi di abbandono illecito.
Il caso della discarica sui monti Tifatini, che ha attirato particolare attenzione per il valore storico, ambientale e paesaggistico del territorio, non è purtroppo isolato. Negli ultimi mesi, lungo questi versanti, sono stati scoperti ulteriori accumuli di rifiuti, tra cui pneumatici fuori uso, successivamente rimossi dal Comune per evitare il rischio di incendi.
Questi depositi incontrollati rappresentano infatti non solo un grave pericolo per l’ambiente e la salute dei cittadini, ma anche un possibile punto di innesco per roghi dolosi.
L’intervento previsto sui Tifatini sarà il secondo realizzato a Caserta dalla struttura commissariale, dopo quello già effettuato lo scorso febbraio nell’area dell’ex mattatoio di Lo Uttaro. Entrambi i siti erano stati segnalati al generale Vadalà dalla prefetta Antonella Scolamiero, attualmente alla guida della commissione straordinaria del Comune.
