Oggi, lunedì 6 aprile 2026, Maddaloni si è fermata per salutare Sofia Di Vico, quindicenne promessa del basket, la cui vita si è spenta troppo presto, lasciando un vuoto incolmabile nella città e nei cuori di chi la conosceva.
La Chiesa della Santissima Annunziata, gremita di familiari, amici, compagne di squadra e cittadini, ha accolto il feretro avvolto nel bianco, simbolo della sua energia e della sua giovinezza. Nel silenzio rispettoso, ogni sguardo e ogni lacrima raccontavano la storia di una ragazza solare, determinata, con un amore profondo per la vita e per lo sport.
Durante la cerimonia, parole, abbracci e ricordi si sono intrecciati, trasformando il dolore in gratitudine per aver potuto conoscere Sofia. Le compagne della Unio Basket Maddaloni, squadra che l’aveva vista crescere fin da bambina, l’hanno ricordata con affetto chiamandola “Ciao Boss”, un nomignolo che oggi suonava come un testamento di amicizia e complicità.
In questo giorno di lutto, non c’è stato spazio per polemiche: Maddaloni ha scelto di celebrare Sofia per ciò che era — una giovane piena di vita, pronta a tendere la mano a chiunque, con la palla da basket sempre in mano e il sorriso negli occhi. Il dolore dei genitori, Fabio e Antonella, era tangibile in ogni gesto, in ogni silenzio, in ogni sguardo rivolto alla figlia. Il papà, pur travolto dal dolore, ha chiesto solo verità, affinché una tragedia simile non possa ripetersi.
Sofia è stata strappata alla vita durante una cena a Ostia con la sua squadra, mentre partecipava a un torneo. Le prime analisi indicano un possibile shock anafilattico dovuto a una reazione allergica, ma sarà l’autopsia a chiarire ogni dettaglio. Per rispetto della giovane e della comunità, il sindaco ha proclamato lutto cittadino, fermando per un giorno la routine di una città intera, che oggi si è unita nel dolore.
Maddaloni non ha pianto solo una giovane vita spezzata: ha ricordato una luce che continuerà a brillare nei cuori di chi l’ha amata. Tra preghiere, abbracci e ricordi, il sorriso e la forza di Sofia vivranno nelle partite, nelle aule di scuola e in ogni gesto di chi non la dimenticherà mai.
