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Dopo il grande afflusso registrato a Pasquetta, Casertavecchia torna al centro dell’attenzione per una serie di criticità che, nonostante gli interventi delle forze dell’ordine, restano ancora senza soluzione.
Se da un lato i dispositivi di sicurezza hanno evitato il blocco totale degli accessi al borgo, dall’altro sono emerse con forza tutte le difficoltà legate all’organizzazione e alla gestione dell’area.
La viabilità si conferma complessa, le aree di sosta risultano insufficienti o non regolamentate e alcuni interventi, come i lavori in largo San Rocco, restano incompleti. A questo si aggiungono la presenza disordinata di venditori ambulanti e il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, che continuano a operare senza controlli, gestendo il flusso delle auto in cerca di posto.
Il risultato è un borgo che fatica a sostenere l’impatto del turismo, nonostante il suo enorme valore storico e paesaggistico. Una condizione che si ripete ormai da anni, con gli stessi problemi che puntualmente riemergono durante le giornate di maggiore affluenza.
Situazioni analoghe sono attese anche in occasione delle prossime festività primaverili e durante la stagione estiva, quando molti visitatori scelgono la collina per trovare ristoro dal caldo.
Particolarmente delicata resta la questione dei parcheggi. In assenza di aree autorizzate, durante Pasquetta si sono registrati episodi di gestione improvvisata della sosta, con richieste di pagamento non regolamentate e prive di qualsiasi forma di controllo.
Un problema strutturale, legato anche alla destinazione d’uso dei terreni, attualmente classificati come agricoli ma utilizzati di fatto come parcheggi. Una situazione che richiederebbe interventi amministrativi e urbanistici mai concretamente avviati.
A questo si aggiunge il tema della tutela del borgo, vincolato dal punto di vista storico e artistico, che impone procedure specifiche per qualsiasi progetto di riqualificazione.
Nonostante alcune proposte avanzate negli anni da privati, il percorso verso una soluzione appare ancora lontano. E mentre Casertavecchia continua a richiamare migliaia di visitatori, resta aperta la sfida di coniugare accoglienza, servizi e tutela di un patrimonio che, almeno sulla carta, gode del riconoscimento di monumento nazionale.
