La presenza di vigilanza privata sui mezzi pubblici potrebbe diventare una risposta concreta al crescente numero di aggressioni ai danni degli operatori del trasporto. Una soluzione che, sebbene possa sembrare insolita, è stata proposta dall’amministratore di Air Campania, Anthony Acconcia, dopo l’ennesimo episodio violento verificatosi nei giorni scorsi a Marcianise.
Acconcia ha spiegato che, nonostante le segnalazioni al Ministero dell’Interno e alla Prefettura, oltre alle richieste di confronto a livello regionale e ai messaggi di sostegno ricevuti, non sono seguiti interventi concreti. Di fronte a una situazione che continua a peggiorare, l’azienda ha deciso di avviare una sperimentazione della durata di sei mesi. Il progetto prevede l’impiego di personale di vigilanza privata su alcune linee considerate più a rischio, individuate dai responsabili del servizio, con l’obiettivo di dissuadere comportamenti violenti e il fenomeno dell’evasione tariffaria.
Resta però impossibile garantire una copertura totale, soprattutto per ragioni economiche. Anche altre misure, come l’installazione di barriere protettive per gli autisti o sistemi di allarme rapidi a bordo, richiederebbero investimenti significativi: circa 850 mezzi dovrebbero essere adeguati, ma le risorse attualmente disponibili non sono sufficienti. Per questo, secondo l’amministratore, è indispensabile un intervento da parte della Regione e del Governo.
Sulla stessa linea anche il sindacato, che accoglie favorevolmente l’iniziativa ma la considera solo un primo passo. Angelo Lustro, segretario generale della Filt-Cgil Napoli e Campania, sottolinea come la vigilanza privata non possa rappresentare una soluzione definitiva a un problema strutturale. Secondo il sindacato, è urgente un confronto tra tutte le aziende del settore in Prefettura e, soprattutto, un intervento normativo a livello nazionale. Esiste già una proposta di legge, elaborata nell’ambito di un protocollo contro le aggressioni nel trasporto pubblico e depositata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma l’iter risulta ancora bloccato.
Nel frattempo, Air Campania sta lavorando per definire nel dettaglio le tratte coinvolte nella sperimentazione. Tra le aree più critiche potrebbero rientrare alcune zone del Casertano, come l’area domizia e l’agro aversano, dove si sono già verificati episodi di violenza, pur senza voler stigmatizzare specifici territori.
Parallelamente, restano in sospeso anche altri progetti legati al miglioramento del servizio. Tra questi, la realizzazione di un hub nell’area dell’ex Canapificio, già parzialmente finanziato dalla Regione con due milioni di euro. Tuttavia, l’avvio dei lavori è rallentato da procedure burocratiche, in attesa della conclusione della conferenza dei servizi e del parere della commissione paesaggistica comunale.
Recentemente, l’assessore regionale Casillo ha effettuato un sopralluogo nell’area, assicurando l’impegno a reperire ulteriori fondi per completare l’opera. Nel frattempo, si valuta la possibilità di creare uno spazio temporaneo per la sosta dei bus, così da migliorare la viabilità e la vivibilità della zona vicino alla stazione ferroviaria. Un’altra ipotesi riguarda l’utilizzo del piano interrato di piazza Carlo III come parcheggio per autobus, ma anche in questo caso i tempi restano incerti.
