Uno scorcio di via Acquaviva
A quasi due anni dall’apertura dei cantieri, nel quartiere Acquaviva continuano a emergere disagi e interrogativi da parte di residenti e commercianti. Gli interventi rientrano nel programma Pinqua, grazie al quale il Comune ha ottenuto un finanziamento di circa 15 milioni di euro destinato alla rigenerazione urbana.
Il progetto prevede il rifacimento di strade e marciapiedi, la riqualificazione di aree verdi attrezzate, l’installazione di nuovo arredo urbano e pubblica illuminazione, oltre alla realizzazione di una pista ciclabile in via Acquaviva e di un parcheggio interrato in via Feudo San Martino.
I lavori sui marciapiedi
Per quanto riguarda i marciapiedi, i lavori hanno già superato la fase centrale. Dopo il completamento degli interventi in via Kennedy, gli operai sono attualmente impegnati nel rifacimento dei marciapiedi in via Pasolini e via Ragazzi del ’99.
Una parte della comunità, però, non appare soddisfatta dei risultati raggiunti finora.
Le segnalazioni dei residenti
Tra le criticità più segnalate ci sono le basole che in diversi punti risultano sfalsate. In particolare in via Acquaviva, secondo alcune testimonianze, questa situazione avrebbe già provocato la caduta di diversi anziani.
In altri tratti, come via Bari, viale Lincoln e via Volturno, viene invece evidenziata la forte inclinazione dei marciapiedi, che renderebbe più difficoltoso il passaggio alle persone con difficoltà motorie. Alcuni cittadini segnalano inoltre la presenza delle canaline per lo scolo delle acque piovane rimaste sui marciapiedi, con il rischio di allagamenti in caso di pioggia.
Il caso di via Trento e delle aree verdi
In via Trento i residenti contestano l’abbattimento di un albero nella piazzetta e la pavimentazione di un’area dove era presente un’infiltrazione d’acqua. L’intervento sarebbe stato eseguito prima della riparazione del guasto, con il risultato che le basole posate in quel punto si sono già sollevate e dovranno essere rifatte.
Resta inoltre chiusa la villetta situata tra via Avellino e via Acquaviva, nonostante i lavori sembrino ormai conclusi.
Dubbi emergono anche sul progetto della villetta di via Arno, che secondo alcune ricostruzioni sarebbe stato modificato rispetto alle previsioni iniziali. Non sarebbe più previsto l’abbattimento del muro perimetrale che avrebbe consentito l’ampliamento dell’area, mentre la pavimentazione verrebbe sostituita soltanto nei punti danneggiati.
Poca comunicazione e incertezze sui tempi
Nel quartiere si registra anche malcontento per la mancanza di informazioni chiare sull’andamento dei lavori. Restano infatti incerti i tempi di conclusione degli interventi e non è ancora definito il tracciato della pista ciclabile prevista lungo via Acquaviva.
Molti residenti chiedono inoltre interventi sulle strade dissestate, sui tombini sprofondati e sulla rete fognaria, che secondo alcuni necessiterebbe di un rifacimento completo.
La preoccupazione dei commercianti per la ciclovia
Preoccupazione arriva anche dai commercianti di via Acquaviva, che guardano con timore alla possibile realizzazione della ciclovia.
Secondo alcuni operatori economici, la pista ciclabile potrebbe ridurre in modo significativo i posti auto lungo la strada, dove molti residenti parcheggiano a causa dell’assenza di garage. Una situazione che, a loro avviso, rischierebbe di creare ulteriori difficoltà alle attività commerciali della zona.
I dubbi sugli altri interventi del Pinqua
Restano infine interrogativi anche su altri interventi previsti dal programma Pinqua, come l’abbattimento e la ricostruzione della scuola media Ruggiero, la riqualificazione del Palavignola e il parcheggio che avrebbe dovuto essere realizzato nell’area di via Feudo.
La possibile delocalizzazione della scuola preoccupa alcune famiglie, che temono la perdita di un importante presidio educativo nel quartiere. Restano inoltre dubbi sul futuro degli interventi al palazzetto dello sport.
Tra i cittadini c’è invece chi guarda con favore all’ipotesi di abbandonare il progetto del parcheggio, pur con il rammarico che eventuali fondi inutilizzati possano andare persi invece di essere destinati ad altre esigenze della comunità.
