A Caserta e nella sua provincia i dati sanitari più aggiornati disponibili mostrano una situazione che continua a preoccupare medici, associazioni e cittadini. Secondo le ultime analisi dell’incidenza dei tumori in Campania, l’area della Terra dei Fuochi — che comprende diversi comuni tra Napoli e Caserta vittime per decenni dello smaltimento illegale di rifiuti tossici — registra un’incidenza di tumori superiore di circa il 9 % rispetto alla media nazionale. In alcune zone della provincia casertana si segnalano “picchi tragici” anche tra i più giovani residenti.
La Terra dei Fuochi è definita come una vasta area caratterizzata da depositi abusivi di rifiuti tossici, incendi dolosi e contaminazioni del suolo e delle acque — fenomeni che la letteratura scientifica e le istituzioni collegano da anni a un incremento di patologie gravi tra la popolazione.
Uno studio promosso dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e da enti sanitari regionali ha evidenziato eccessi di rischio oncologico nel casertano per alcune tipologie di tumori: tra questi quelli dello stomaco, del polmone e della mammella nelle aree più colpite dalla contaminazione, come Marcianise, San Marco Evangelista, Mondragone e San Prisco.
I registri tumori ufficiali, che per la provincia di Caserta sono operativi dagli anni 2010‑2018, mostrano che nell’intero territorio sono stati diagnosticati migliaia di nuovi casi maligni, con tipologie che seguono tendenze nazionali ma appaiono accentuate in alcune comunità locali. Tra le forme più frequenti nelle donne casertane, ad esempio, emergono tumori della mammella, del colon‑retto e in percentuali significative anche della tiroide.
Da un punto di vista epidemiologico, la relazione causale fra inquinamento e tumori non può essere stabilita con assoluta certezza per ogni singolo caso, perché la neoplasia è influenzata anche da fattori genetici, stili di vita e accesso alle cure. Tuttavia, le reti di sorveglianza e gli studi di popolazione convergono nel mostrare una diffusione dei casi oncologici e una mortalità superiore alla media in molte aree della Terra dei Fuochi, inclusa quella casertana, rispetto ad altre zone del Paese.
Negli ultimi anni si è registrato un aumento della pressione su istituzioni e autorità sanitarie per bonifiche ambientali più rapide, monitoraggi sanitari più estesi e screening oncologici mirati, soprattutto per proteggere le generazioni più giovani e le donne, che statisticamente risultano più fragili di fronte a diverse forme di tumore.
La controversia sulla presenza di dati epidemiologici aggiornati continua: alcuni osservatori criticano la mancanza di informazioni più recenti e complete, mentre i registri stanno progressivamente integrando dati fino al 2021 e oltre, per offrire una visione più accurata dell’andamento delle patologie oncologiche nel territorio.
