“Il primo giorno di primavera” è uno dei più grandi successi dei Dik Dik. Il testo mette in risalto il contrasto tra l’arrivo della primavera e la fine di un amore.
Oggi si potrebbe vederlo come un simbolo dedicato alla rinascita in un momento di tristezza, capace di rendere romantico, nel vedere le persone come tante nuvole, un sentimento maliconico, alla ricerca del bello che ci circonda.
Molto attuale in questo periodo di grande instabilità per l’umanità, “Il primo giorno di primavera” ci ricorda che la musica apre i cuori all’arrivo della nuova stagione.
Gli arrangiamenti ricordano lo stile e la struttura della canzone “A.Whiter Shade of Pale” dei Procol Harum, di cui I Dik Dik avevano precedentemente fatto la cover in lingua italiana della famosa canzone “Senza luce”. Il testo venne elogiato dalla critica per la sua struttura e la qualità delle scelte lessicali.
Pubblicata nel 1969 per Ricordi, venne prodotta dal Battisti e Mogol, questa canzone diede il battesimo come compositore a Mario Lavezzi che la scrisse assieme a Cristiano Minellono e Mogol.
Testo
È quasi giorno ormai
e non ho tra le braccia
che il ricordo di te
ma è tardi devo correre
non c’è tempo per piangere
Salgo sopra un autobus
mentre guardo la gente
mi domando perché
mi sembrano tante nuvole
che nascondono te
È il primo giorno di primavera
ma per me è solo il giorno
che ho perso te
Qui in mezzo al traffico
c’è un pezzetto di verde
ed io mi chiedo perché
mentre nasce una primula
sto morendo per te.
Nel video la dedica agli ascoltatori di Radio Caserta TV dal Maestro GiòSciò
